Lui ergastolano, io…non capisco.

Blitz nella notte, preso Domenico Cutrì

Lui ergastolano, io…non capisco.

Sarà che non sono un boss, un latitante e non ho una pistola, ma fossi ricercato, l’ultimo luogo in cui mi verrebbe in mente di tornare, sarebbe il mio paese natale.

Questa mania dei boss: i bunker, i pizzini, la spesa… MAH!
Certo, non sono nessuno per dare consigli. Sicuramente ci avranno già pensato (ci avranno pensato, no?), ma andare all’estero? Come tutti i fuggitivi normali? In Brasile! In Brasile come Battisti, andate in Brasile. Guardate Snowden, asilo in Russia. Assange, a marcire fieramente nell’ambasciata Ecuadoriana. Voglio dire: non sono mica rimasti lì, a farsi sgamare. 

Senza considereare che pensare “il mio paese natale è l’ultimo posto in cui verranno a cercarmi!”, forse ha funzionato per il PRIMO che l’ha pensato. FORSE.

Ma che senso ha organizzare un piano, attaccare la diligenza come in un western, farsi ammazzare, poi costituirsi (vedi un fratello), poi aspettare  “Nella casa (di Via Villoresi), al piano terra, che un cortile separa da altri locali e da un piccolo gabinetto, c’erano pasta, riso, farina, pane, biscotti, merendine, bottiglie d’acqua e di latte, un piccolo fornello e tabacco, tutti rifornimenti per proseguire il più possibile la latitanza.”*

Più che una latitanza, caro Corriere, è stata una gita.

Che senso ha?
Qualcuno me lo spieghi, perchè io, francamente, non ci arrivo.

 

Fonte: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/14_febbraio_09/arrestato-ergastolano-evaso-cutri-a83602d4-9142-11e3-a092-3731e90fe7ac.shtml